domenica, 30 novembre 2008
- le belle fighe con le foto scioppate ti rispondono non perché gli fa piacere parlare con te ma per avere un amico in più. amico per internet, ovviamente.

- iscrivendosi non si scopa di più

- non esci con gente nuova

- non esci tout court

- cerchi e parli con persone di cui non ti è mai fregato un cazzo, che ti eri dimenticato esistessero e che, quindi, non sentivi da anni, gli chiedi le solite ovvietà e ti dicono che hanno un figlio mentre tu ti stai facendo una sega su una foto di una loro amica. amica per internet.

- ha gli stessi difetti della rubrica del tuo cellullare: un numero imprecisato di nomi, solo due o tre di questi ti cagano e sono maschi, molti di questi non ti ricordi nemmeno dove li hai conosciuti.

- le fighe non fanno nessuna fatica a farla annusare ai loro N amici (amici per internet) e poi nella RL scopano con degli altri (non cercateli perché non sono iscritti).

- è come msn: sprechi un sacco di tempo a chattare con fighe che non accetteranno mai un tuo invito fuori ("scusa ora devo proprio andare buona serata, baci :*". Lei va a scopare e tu ti fai le seghe.

- la gente si fa i cazzi tuoi.

- la gente si fa i cazzi tuoi e, inoltre, se la incontri nella RL fa finta di non conoscerti/non vederti e non saluta.

- oltre a prenderti per il culo con gli amici nella real life per quello che han letto.

- le belle fighe che speri di trombarti e che giustamente non porti in compagnia, vengono bersagliate dal fuoco incrociato di tutti i tuoi amici, quelli veri e quelli per internet.

- qualcuno mette *quelle* foto che ci eravamo promessi di tenere nascoste, le vede il tuo collega di lavoro, ovviamente quello bastardo e carrierista: è finita.

- dopo il liceo, dove eri il peggio sfigato della scuola e ti prendevano per il culo pure i prof, ti sei ben nascosto dagli ex compagni e hai fatto una fatica terribile a rifarti una vita, un nome, un'immagine, e forse hai pure scopato.
Ora, però, hai linkati la ragazza che ti piace e quel compagno di classe che ti chiudeva nell'armadio. Loro due si parlano: è finita.

- dicono che è un ottimo modo per tenersi in contatto con persone che avevi perso di vista.
In realtà è solo l'ennesimo disperato e inutile tentativo di scopare per internet.
Se la gente l'hai persa di vista è perché non te ne fregava un cazzo.
Gli amici li si chiama sul cellulare, invece di andare su un sito per parlare

però la gente continua ad iscriversi
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categoria:osservazioni
venerdì, 17 agosto 2007
credo sia la voce a farmi stare sul cazzo a pelle le persone.
la voce, l'intonazione, la risata.
come ruttano.

le voci troppo impostate classiche dei figli di papà spendaccioni: profonde, nasali. quelle che si riescono a fare piegando il mento verso il pomo d'adamo e tenedo una mano col palmo sollevato a palpeggiare culi invisibili nell'aria.

attenti. il palmo è molto importante.

la voce, i tormentoni ripetuti a lungo solo per rompere il silenzio o perché non si ha niente da dire

"eeehh già"
"oooooh là"
"molto bene"

molto bene un cazzo, idiota.
la tua risata, una sommesso gridolino da checca isterica oppure tu: che hai studiato dizione e ti sei registrata mentre parlavi per ascoltarti e correggere difetti di pronuncia.

ogni frase è misurata, ogni parola è misurata, ogni accento è misurato. probabilmente ti peoccupi di pronunciare correttamente i mugugni mentre suki i cazzi.

c'è chi odia l'accento fiorentino, chi quello romano, c'è chi odia la r moscia.

forse legato a ricordi di infanzia ma ricordo una r che aveva le tette più sode che avessi mai palpato.

però mi sta sul cazzo la s blesa.
ciao, come f*tai?

questo perché un ragazzo che mi stava sul cazzo da piccolo aveva la s blesa.

odio le voci stridule nelle fighe. nella maggior parte dei casi non so perché ma questo si identifica con rompicoglioni noiose prive di creatività incapaci ed idiote. nonché inopportune.

le ragazze con la voce un po' forte mi sanno invece di porche fighe ninfomani bravissime a letto. ma solo se fighe. e poi brave a ruttare.

con le dovute eccezioni.
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categoria:osservazioni
lunedì, 06 agosto 2007
oddio ho paura di sporcare.
dopo dovrò pulire tutto questo macello, anzi no.. Puliranno loro. Dovrebbero usare dei prodotti apposta.

Come quelli che usa mia nonna.
Credo che la trielina smacchi bene. Accidenti oddio mi è scappato un urlo, non volevo. Spero di essere nella posizione giusta, non vorrei che fossero scomodi a compiere il loro lavoro.

Perché stanno solo facendo quello per cui sono pagati e ammetto che lo stanno facendo molto bene. Devo riconoscere la loro professionalità. Sono distinti, silenziosi, solerti, precisi, metodici, esperti, decisi.

Cerco di agevolarli, se potessi tratterrei tutto dentro, ma purtroppo e me ne dispiaccio non di poter essere maggiormente d'aiuto.

Quando hanno suonato li ho accolti gentilmente, ho cercato di essere il più ospitale possibile. Non sono mai riuscito ad essere gentile coi miei ospiti. Soprattutto con le ragazze. Mi dimenticavo sempre di offrigli da bere, o qualsiasi altra cosa.

A dire il vero non notavo mai nemmeno il taglio di capelli. O il vestito. O lo notavo e non lo dicevo.

A dire il vero non ricordo nemmeno se avevano suonato.

Ricordava il dolore delle punture, poi divenne più forte. Sento tanto dolore e tanto caldo qui sulla gola. Mi sento anche bagnato. Non riesco a respirare, l'aria è spruzzata fuori dai polmoni sotto al mio mento. Penso ai miei genitori. Ai miei nonni. Ai miei amici. Alla mia ragazza.

Scusate per essermi distratto. So che il vostro è un lavoro importante ed è imperdonabile che non mi sia concentrato ad aiutarvi mentre svolgevate la vostra incombenza.

Immagino che per voi non sia piacevole dover fare tutto questo. A volte incontrerete anche persone che vi fanno resistenza. Io invece sono bravo, mi hanno educato molto bene.
Anche nel mio ufficio mi sono sempre impegnato più degli altri, anche se non ho mai ricevuto nessuna promozione in cambio.
Ma non credo nella corrispettività della vita.

Dev'essere stato per quella volta che ho rubato la biro al mio compagno di classe.. Sapevo che prima o poi l'avrei pagata. In un certo senso mi sento sollevato ora che sconto la mia pena.
Scusate, non avrei nemmeno dovuto interrogarmi sul motivo della mia esecuzione: se succede ci sarà sicuramente una decisione presa da qualcuno certamente più autorevole di me.

Oddio, scusate, sto tremando un po'. E' imperdonabile, vi prego di non farci caso, tra poco smetterò.
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categoria:storiacce
domenica, 17 giugno 2007
vedeva i graffiti. dal suo studio vedeva due graffiti della notte precedente sui prefabbricati della cooperativa.
ripensava alle parole di suo padre. valori dal sapore antico, roba da vecchi, forse.

e si preoccupava di condividerli mentre guardava, certe sere, i ragazzi uscire dal rocket, dal plastic o dal gasoline.

gli parlava dei sacrifici fatti da suo padre, il nonno di abele. e parlava di sua nonna, la bisnonna di abele. della guerra, dell'andare a piedi al lavoro per chilometri sotto alla neve e della miseria patita per comprare la casa, che abele avrebbe venduto anni dopo per morire di una qualche malattia venerea tra alcol, droga e puttane.

il padre gli parlava del vecchio albero trecentenario nel giardino della casa a busonello, dove lui andava a giocare da piccolino.

l'ombra di quell'albero aveva rinfrescato le estati di generazioni e generazioni della famiglia di abele.

a volte, quando era seduto sul cesso e si voltava per misurare ad occhio il diametro dei suoi stronzi guerrieri temendo di avere il culo troppo sguarato pensava che meritava solo di morire.

era convinto di dover uccidersi perché sarebbe stato il responsabile della fine di una gloriosa famiglia. vedeva prosperare i Civitillo, i Caputo, I Laudato e i Mancuso, suoi compagni delle medie, sverginati a 12 anni e sposato a 17 con figli già sverginati -prima di lui-.

abele si faceva le seghe. si presentava a cena coi suoi con la maglietta sporca di sperma. prima di imparare a farsele sborrò nel sonno per anni rendendo le lenzuola croccanti. lo faceva a casa sua, in albergo durante le vacanze e ospite a casa di amici.

lo imbarazzava però di più farlo in albergo perché la ragazza delle pulizie era una sua coetanea molto carina, magra e dalle tettine tozze.

vergogna, tettine e polluzioni erano un circolo vizioso indistruttibile

aveva la forfora, abele. in disco si metteva la camicia nera e con le luci fluo al buio le sue spalle erano le vere protagoniste della serata.

gli piaceva bere, ad abele. ogni sera passava da annoiato a stordito ad allegro a stordito (2) ad apatico a dolorante a sporco di vomito.

ripensare alle storie che il suo vecchio gli raccontava con gli occhi umidi nei quali ancora si riflettevano le immagini dei suoi giochi di infanzia lo rendeva triste.

e pensava che tutte le persone del mondo hanno una storia, come la vecchina che oggi pomeriggio guardava fuori dalla finestra con le braccia tra le inferriate della finestra al primo piano. dalla strada scorgeva alcuni oggetti su un tavolino nella stanza.
i cimeli della nonnina, i cui nipoti forse non andavano mai a fare visita.

e l'unica compagnia che aveva erno le foto di suo marito, di suo padre, di sua figlia e di tutte le persone a cui aveva voluto bene e che ora erano morte.

e ogni sera pregava perché ai nipoti andasse tutto bene, che avessero fortuna. pregava per il genero a cui voleva tanto bene. e l'ultima preghiera la teneva per se.

chiedeva di poterli incontrare tutti di nuovo, un giorno.
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categoria:remember, storiacce
sabato, 21 aprile 2007
E' quando ti passa il mal di testa della sbornia che ti ricordi che la sera prima ti sei divertito.
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categoria:osservazioni
sabato, 07 aprile 2007
Bellissima scena.. Il Colore Viola

 
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domenica, 18 marzo 2007
Adoro gli spot della axe. Sono geniali! Proprio adesso ho trovato su Youtube uno dei miei preferiti, sul jingle  "L'Ascenceur" di Thierry Fauchard And Alain Plumauzille..
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categoria:remember
domenica, 04 febbraio 2007
Guardatevi la scena. Il film merita solo per questa!
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categoria:film
mercoledì, 03 gennaio 2007


Basato su un romanzo di Stephen King, quattro amici con poteri un po' così si trovano ad affrontare una minaccia misteriosa.. E' un horror che ricorda un po' La guerra dei mondi, con le sue muffe rosse, Donnie darko (estensioni metafisiche del corpo falliformi), Stand by me e It (ricordi di infanzia quando si era un gruppo di ragazzini), Signs per il design di alcune creature, Virus Letale con Dustin Hoffman per la fobia di mettere tutta la gente in quarantena e Identity per come vengono rappresentati i giochetti mentali..
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categoria:
martedì, 26 dicembre 2006



Zatoichi, l'unico film con la colonna sonora che ti tiene incollato fino alla fine dei titoli di coda.
Peccato che siano in giapponese e non si capiscano.

Per gli appassionati del genere, c'è un uomo cieco con una spada che usa come bastone da passeggio già visto in Furia Cieca (del 1989 con
Rutger Hauer), geishe come in Memorie di una geisha (del 2005, dello stesso regista di Chicago), un samurai solitario con tutti che gli vanno addosso ma nessuno lo colpisce, scene già viste ne L'ultimo Samurai (del 2003 con Tom Cruise).
Figata di film capolavoro diretto e interpretato del maestro Takeshi "Beat" Kitano (stesso autore del non fruibilissimo Dolls e di Sonatine)

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categoria:film